Testo
Szwajcarskie Bestiarium i inne utwory
Wywiad Magdaleny Dziadek z Aleksandrem Gabrysiem, opublikowany w miesięczniku Śląsk w lutym 2015 roku. Rozmowa dotyczy szwajcarskiego środowiska muzyki współczesnej, projektów Bestiarium, Carrillo_N13 i metAtem, pracy z zespołami oraz kontrabasu w muzyce najnowszej.
Współpraca z Internationale Gesellschaft für Neue Musik w Bernie owocuje od kilku już lat nowymi kompozycjami mojego autorstwa.
To doprawdy wymarzony teren dla kogoś, kto pragnie dzielić się z publicznością nietypowymi projektami, wymagającymi np. wyjścia w plener, poza salę koncertową.
Był to muzyczny interaktywny spektakl trwający non stop 169 godzin, 13 razy 13, a więc jeden tydzień i jedną godzinę.
To dowód na to, że solistyczny kontrabas pociąga współczesnych twórców, głównie poprzez masywność swej wibracji we wszystkich rejestrach i również jako instrument harmoniczny – ma często wiodącą rolę w zespole.
Transkrypcja oparta na pliku PDF “Gabryś-wywiad - uzupelnienia 1.0 2.pdf”; metadane publikacji uzupełnione według miesięcznika Śląsk, nr 2 (231), luty 2015, s. 36–37.
Śląsk, nr 2 (231), luty 2015 — strona 36
Intervista integrale
MAGDALENA DZIADEK: Da tempo non la si vede a Katowice. Che novità ci sono?
ALEKSANDER GABRYŚ: Suono, incontro persone, agisco... In dicembre ho avuto l’occasione di esibirmi di nuovo sotto la bacchetta di Heinz Holliger, fra l’altro nella sua composizione RECICANTO; con il mio ensemble zurighese pre-art soloists mi sono esibito a Basilea, Lucerna, Losanna, Berna e Zurigo con un repertorio del tutto nuovo, commissionato da noi. Ho dato la prima esecuzione assoluta di otto nuove composizioni di autori giovani, ma già più volte premiati in concorsi di composizione, provenienti da Turchia, Armenia, Georgia, Azerbaigian, Svizzera, Serbia, Macedonia, ecc.
Negli ultimi mesi ho preso parte anche a diversi notevoli spettacoli operistici contemporanei. Menzionerò anzitutto IQ di Enno Poppe, dove avevo anche compiti scenici (un po’ di recitazione e canto in quarti di tono in scena, due contrabbassi e chitarra!) - prima al festival di Schwetzingen, poi a MärzMusik a Berlino insieme a Klangforum Wien. Un’esperienza interessante è stata l’esecuzione, in settembre a Lille, dell’opera Matsukaze di Toshio Hosokawa, allievo di Witold Szalonek, con l’ensemble MusikFabrik di Colonia e la straordinaria soprano-attrice Barbara Hannigan nel ruolo del titolo. Con il mio ensemble basilese, Ensemble Phoenix, ho eseguito in questa stagione nel teatro locale l’opera Föhn (il titolo indica un caldo vento alpino svizzero). Un grande piacere è stata l’esibizione alla Salle Pleyel di Parigi - la stessa in cui suonava Chopin! - durante Le Festival d’Automne à Paris 2014, nel repertorio contemporaneo classico (Wolfgang Rihm e Luigi Nono). Eseguo le opere di Nono con particolare predilezione; fra l’altro ho suonato tre volte Prometeo durante i Salzburger Festspiele, nella Kollegienkirche di Salisburgo, insieme a Klangforum Wien. Di recente mi sono esibito anche al festival Giacinto Scelsi a Basilea con opere solistiche di questo genio e mistico italiano, e nel duo Dharana con il leggendario Rohan de Saram; ho suonato inoltre in duo con la celebre cantante romana Michiko Hirayama, novantunenne e tuttora attiva, un tempo amica del principe d’Ayala Valva-Scelsi, nell’ambito del ciclo Canti di Capricorno. Anche l’esecuzione delle opere di Georg Friedrich Haas, visionario straordinariamente fecondo dello spettralismo, per anni legato alla Musikakademie Basel e oggi professore alla Columbia University, è per me una grande e importante esperienza.
MAGDALENA DZIADEK: Il suo elenco fa venire le vertigini: luoghi magnifici, nomi magnifici, che formano il canone della musica d’avanguardia. Certo, per definizione la musica d’avanguardia non è canonica, e tuttavia vi distinguiamo senza fatica i mediocri e le grandezze. Con queste ultime lei è in rapporti di familiarità... Temo che in Polonia ciò non sarebbe stato possibile?
ALEKSANDER GABRYŚ: Elencando tutti questi nomi e queste opere eminenti, mi rendo conto ancora una volta del perché io sia “là” e non “qui”: i miei bisogni conoscitivi, di sviluppo, compresi quelli compositivi, vi trovano certamente un’adeguata quantità di nutrimenti. La collaborazione con l’Internationale Gesellschaft für Neue Musik a Berna porta frutti ormai da diversi anni sotto forma di nuove composizioni a mia firma. Di recente sono nati Fuga mystica, Carrillo_N13¿ - Eine transgradiale Musik-Installation/Performance, in collaborazione con la Biennale Bern, Bestiarium per corno e violino, Bestiarium - Fortune Square TrioTrip SinfAct per violino, corno, contrabbasso, orchestra sinfonica ed elettronica live, metAtem - una bancarella sonora interattiva secondo Dante Alighieri e i Microgrammi di Robert Walser - azione musicale all’aperto per quattro performer, strumenti autosuonanti, contrabbasso, lupofono ed elettronica, eseguita da noi a Berna e Basilea: sono alcune delle piste che mi legano alla capitale della Svizzera.
MAGDALENA DZIADEK: Che cos’è il “lupofono”?
ALEKSANDER GABRYŚ: È un oboe basso. L’oboe, come il fagotto, vive oggi un rinascimento di nuove invenzioni nella forma dei suoi successori: il Lupofono e il Kontraforte. Sono meraviglie della tecnica, con un suono straordinariamente chiaro, forte e ricco, risultato delle esperienze e delle conclusioni di costruttori geniali, che hanno creato questo complesso meccanismo appena pochi anni fa. Manca soltanto la letteratura per questi nuovi strumenti; siamo dunque testimoni della nascita di un nuovo capitolo nella storia della musica.
MAGDALENA DZIADEK: Immagino che le composizioni da lei menzionate non siano finite nel cassetto?
ALEKSANDER GABRYŚ: Per fortuna no, e questo è un altro motivo per cui mi sono entusiasmato per la Svizzera: è davvero un terreno da sogno per qualcuno che desidera condividere con il pubblico progetti atipici, che richiedono per esempio di uscire all’aperto, fuori dalla sala da concerto. Nell’anno passato ho avuto due prime esecuzioni assolute: Walser Code - Scenario for Violin-Player e un’azione musicale interattiva di tre ore su piazze aperte nel cuore di Berna e Basilea, intitolata metAtem. Qualche mese prima si era svolta anche la prima esecuzione assoluta, e poi diverse esecuzioni (in Cechia e in Svizzera), della mia opera più grande per organico: BESTIARIUM Fortune Square TrioTrip SinfAct per tre solisti, orchestra sinfonica ed elettronica. Quest’opera, in cui conduciamo diversi esperimenti con la trasformazione del suono e delle registrazioni live e testiamo in scena strumenti costruiti da noi con le nostre mani, è una versione di un precedente duo per violino, corno, voci ed elettronica portatile, che è stato eseguito a Lucerna, Katowice, Bytom, Bruxelles, Londra, Budapest, Novi Sad, Berlino e in numerose città svizzere.
MAGDALENA DZIADEK: Muovendosi nell’ambito della creazione multimediale, lavora necessariamente in ensemble, dividendo i ruoli di compositore e interprete - ammesso che qui si possa parlare davvero di “divisibilità”...
ALEKSANDER GABRYŚ: Certo, qui il principio è la comunicazione, il lavoro con il gruppo. Per quanto riguarda questo cerchio delle mie attività, molta soddisfazione mi hanno dato le azioni multimediali Carrillo_N13¿, realizzate insieme in quintetto con un inventore, un regista e due musicisti, più due ingegneri e il supporto del festival Biennale Bern. Nel giro di sei settimane abbiamo costruito, in una spaziosa soffitta nel centro della capitale, una macchina musicale con un’intelaiatura di cinque tonnellate di legno e un pallone aeronautico gonfio, “soffiato” al suo interno, attraverso la cui “camera di compensazione” il pubblico poteva entrare fino a noi. Era uno spettacolo musicale interattivo che durava non-stop 169 ore, 13 volte 13, dunque una settimana e un’ora. Avevamo un nostro ritmo d’azione, una nostra lingua, una loggia al centro della scena, e ci richiamavamo alle idee della musica microtonale di Julián Carrillo e Ivan Wyschnegradsky.
Un’altra modalità di nuova comunicazione con il pubblico fu la “bancarella musicale”, con strumenti costruiti da noi con le nostre mani, che invitavano il pubblico a entrare sonoramente nella struttura del nostro suono ininterrotto. Come laboranti introducevamo un pubblico casuale nella nostra esposizione di oggetti suonanti sulla Münsterplatz a Berna e sulla Theodorskirchplatz a Basilea. Oltre agli strumenti e al piano drammaturgico dell’azione, preparai anche una traccia sonora di tre ore, che ci conduceva attraverso l’azione della Divina Commedia di Dante vista musicalmente. Il materiale video che documenta queste attività apparirà presto in Internet.
MAGDALENA DZIADEK: Lei lasciava la Polonia come compositore agli inizi e come solista-contrabbassista maturo. È ancora fedele al suo strumento?
ALEKSANDER GABRYŚ: Naturalmente. Di recente ho avuto parecchi compiti solistici, per esempio l’esecuzione dell’estremamente difficile THERAPS di Iannis Xenakis nell’ambito di un concerto-ritratto dedicato a questo compositore, su invito dell’Ensemble Modern di Francoforte sul Meno, nella grande sala della Radio WDR a Colonia, e anche su invito dell’IGNM a Berna. Ho inoltre realizzato, con una telecamera rotante, la registrazione della musica che accompagnava la ripresa video muta dell’esibizione di un direttore, nell’ambito del progetto di Jannik Giger Gabrys und Henneberger - Transformation. Eseguo spesso anche opere scritte appositamente pensando a me come contrabbassista, per esempio nell’ambito di progetti d’ensemble di Thomas Kessler (con Collegium Novum Zürich - lì suono multisuoni armonici acuti, vibrazioni speciali), Junghae Lee, Michel Roth, Alfred Knüsel, Helmut Oehring e molti altri. È la prova che il contrabbasso solistico attrae i creatori contemporanei, soprattutto attraverso la massività della sua vibrazione in tutti i registri e anche come strumento armonico: ha spesso un ruolo guida nell’ensemble. Così accade nelle opere scritte da anni per pre-art soloists. Ho fatto parte della giuria del concorso di composizione organizzato da questo ensemble. Dai suoi partecipanti abbiamo ricevuto molte proposte originali e autonome, idee fresche per una musica con un ruolo “dirompente” del contrabbasso. Ogni anno, nell’ambito dei concorsi, riceviamo un’iniezione di nuova energia compositiva dall’Est - dai paesi non aderenti all’UE; abbiamo anche compiuto più volte tournée concertistiche in quelle regioni: Armenia, Azerbaigian, Georgia, come pure tutti i Balcani, dalla Slovenia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina fino al Montenegro e alla Macedonia. Questi viaggi costituiscono uno scambio reciproco di buona energia creativa: la gente del luogo gioisce enormemente nell’ospitare il nostro ensemble.
MAGDALENA DZIADEK: Vorrei che, per concludere, ci descrivesse brevemente il lato culturale di Basilea. I polacchi vi sono visibili?
ALEKSANDER GABRYŚ: Basilea, luogo straordinariamente ricco di cultura, significa collezioni d’arte antica e nuova, ammirate dai collezionisti e celebri, per esempio, grazie alla sua fiera d’arte ART BASEL, che ogni anno attira in città le gallerie più illustri e più care di tutto il mondo. Del resto, anche nella vita quotidiana è quasi impossibile abbracciare le proposte e le esposizioni nelle gallerie, nelle fondazioni, sulle scene musicali, nei teatri, nei musei e negli spazi indipendenti: sono inesauribili magazzini dell’arte, per esempio la Paul Sacher Stiftung, nel cui ciclo di concerti mi esibirò in aprile, la Fondation Beyeler, le attività dello Schaulager, i progetti della Kunsthalle, il Haus der Elektronischen Künste, Gare du Nord - Bahnhof für Neue Musik, Imprimerie Basel, Theater Basel, i gruppi underground KLAPPFON e PLATTFON, o la stessa Accademia di Musica, che è un forte motore propulsivo della cultura della città. I festival musicali pulsano in modo marcato; è importante il Festival Rümlingen - una sorta di “pre-festival” che scova i “diamanti” della cultura futura, nomi di compositori ancora sconosciuti, ma che fra cinque-dieci anni saranno nomi risonanti sulle massime scene mondiali. Qui è rilevante il ruolo della varsaviana Sylwia Żytyńska: percussionista, performer, improvvisatrice, compositrice e insegnante, da oltre due decenni dà il tono a molte attività artistiche innovative in Svizzera. Non solo crea e insegna lei stessa, ma realizza anche eccellenti serie “pro musica nova”, per esempio il ciclo rivolto ai bambini Gare des Enfants. In un crogiolo così potente e così denso di contenuti culturali come Basilea - città che lega tre Stati confinanti, il cui simbolo è il vicino aeroporto Basel-Mulhouse-Freiburg, l’unico aeroporto trinazionale al mondo - è difficile parlare di un posto distintivo della cultura musicale polacca. Essa è una componente dell’accumulo globale di creatori ai quali gli etnologi hanno oggi attribuito il nome esatto di “transnazionali”.
Non è forse immodestia assegnarmi un posto in questa ampia corrente: ne resta testimonianza il CD Robert Walser in der schweizer Musik, nel quale è stata inclusa la mia opera Da ich ein Knabe war, così come una serie di prime esecuzioni assolute della mia musica avvenute in Svizzera. Più volte ho rilasciato interviste alla radio e alla televisione locali; tutto ciò testimonia probabilmente dell’apertura degli svizzeri e della loro ricettività verso le tendenze innovative, del loro attento captare gli stimoli culturali che scorrono da ogni parte, anche dalla Polonia. È a Basilea che ho avuto l’occasione di incontrare Zbigniew Karkowski, che da anni ammiravo da lontano; proprio lì ho avuto modo di dare la prima esecuzione assoluta di una sua opera, di diventarne amico e di ricevere un’opera-dedica per contrabbasso solo ed elettronica. Questa intesa è durata e ha dato frutti fino alla fine della vita di questo eminente creatore “a sé”, residente a Tokyo, allievo di Xenakis, che visitò Katowice e la mia casa poco prima della morte.
Aggiungo ormai soltanto a margine che più volte ho avuto una mia parte nell’“esportazione” di svizzeri verso la Polonia, a Katowice, Cracovia e Varsavia, in collaborazione, fra gli altri, con la Fondazione Pro Helvetia. Il fior fiore dei musicisti svizzeri ha suonato qui la musica del proprio paese, e anche musica tedesca e mie opere.
MAGDALENA DZIADEK: La ringrazio della conversazione.