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Bassolo — review in The Strad

David Kettle’s The Strad review of the double album Bassolo — XX/XXI Centuries’ Contrabass Music, released by DUX.

The Strad, theStrad recommends...

David Kettle’s review in The Strad presents the double album Bassolo — XX/XXI Centuries’ Contrabass Music as a recommended release.

Verified transcription prepared from the supplied review scan.

The Strad — review scan

Scan of David Kettle’s The Strad review of Bassolo.
David Kettle, The Strad, “theStrad recommends...” review of Bassolo. Issue date and page number are not visible in the supplied scan.

“Ear-bending playing from a master of the double bass”

“This is an astonishingly generous and accomplished two-disc set…”

“His arresting performance of Xenakis’s Theraps, though, is worth the price of the disc alone…”

“Gabryś here shows himself to be an exceptionally talented and versatile bassist.”

Bassolo — review in The Strad

Edizione italiana

theStrad consiglia...

BASSOLO Opere di R. Gabryś, Szalonek, Bogusławski, Cage, Grisey, Lauck, Dziadek, Roth, Scelsi, Oehring, Pritchard, Knüsel, Lee, Iršai e Xenakis
Aleksander Gabryś (contrabbasso), Consuelo Giulianelli (arpa), Jürg Henneberger, Daniel Buess (pianoforte), Orchestra sinfonica della Filarmonica della Slesia / Czesław Grabowski, Orchestra da camera Camerata Impuls / Małgorzata Kaniowska
DUX 0800-1 (due CD)

Un’esecuzione spiazzante per l’orecchio, da un maestro del contrabbasso

Aleksander Gabryś: interpretazioni incisive del repertorio contemporaneo

È un cofanetto di due CD sorprendentemente ricco e compiuto, firmato dal giovane contrabbassista e compositore polacco Aleksander Gabryś: riunisce opere di ampio respiro per contrabbasso ed ensemble di compositori della sua terra accanto a una scelta ricca ed eclettica di brani per contrabbasso, per lo più solistici, firmati da compositori del XX e XXI secolo.

C’è quasi troppo da assimilare in un solo ascolto. Musica concertante di Witold Szalonek è il brano di spicco del primo disco: un’opera cupa, severa, scritta dopo la morte del nipote del compositore. Nel modo di suonare di Gabryś c’è qui un’intensità a tratti lacerante all’ascolto — e non resta alcun dubbio sull’impegno dell’interprete in questa musica avvincente. Il Concerto–Fantasia di Edward Bogusławski è più leggero e più jazzistico, e permette a Gabryś di far valere il suo lato più lirico. An die Freude di Ryszard, padre di Gabryś, pur essendo soltanto un lavoro minore, resta una fantasia divertente e alquanto scatenata sulla Nona Sinfonia di Beethoven, resa da Gabryś junior con energia e senso del gioco.

Tra i momenti salienti della scelta, notevolmente varia, del secondo disco figurano un 59 1/2 seconds for a string player di Cage nettamente caratterizzato, che Gabryś esegue su una gadulka, strumento popolare bulgaro, e un C’est bien la nuit di Scelsi di intensità quasi insostenibile, che si dice ispirato alla Notte dei lunghi coltelli e che Gabryś rende con un vibrato stretto e rapido e con sicuro senso del dramma musicale. La sua incisiva esecuzione di Theraps di Xenakis, però, vale da sola il prezzo del disco: la resa dello sfregamento fortissimo iniziale a corde multiple è spiazzante per l’orecchio, e Gabryś riesce a dare un autentico senso musicale agli incessanti slittamenti microtonali del compositore. Con una tecnica impeccabile e una musicalità naturale, anche nel repertorio più impervio, Gabryś si rivela qui un contrabbassista eccezionalmente dotato e versatile.

DAVID KETTLE